TEATRO DELL'ARTE
viale Alemagna 6
20121 Milano
Costruito nel 1933 su
progetto dell’architetto Giovanni Muzio, il Teatro dell’Arte si
inserisce nella struttura architettonica del Palazzo dell’Arte di
Milano, attualmente denominato Triennale, ed è dotato di un palcoscenico ampio, profondo e abbastanza funzionale e di una sala che, tra platea e un'alta e profonda galleria, comprende 900 posti.
Fino al 1940 ospita le
attività dei giovani del GUF che si cimentano nel campo della regia,
della scenografia e della recitazione. Dal 1946 passa alle Industrie
Cinematografiche e Teatrali, che vi allestiscono una serie di
spettacoli. Nel 1955 la neonata RAI lo destina a studio televisivo,
realizzandovi trasmissioni con il pubblico in sala. Nel 1960 passa nelle
mani del Comune di Milano per una destinazione prettamente teatrale.
Negli anni Settanta è sede di una programmazione teatrale abbastanza
discontinua, fino al 1983, anno in cui viene messo a disposizione del
CRT, che vi svolge regolarmente la sua attività fino al 31 dicembre
1988. Da allora il Teatro dell’Arte è stato fermo per un lungo periodo,
onde consentire al Comune i lavori di ristrutturazione e adeguamento. Il
restauro conservativo ha ripristinato le linee originarie dell’edificio
coperte dai precedenti lavori di ristrutturazione e, attraverso la
scelta dei materiali e delle linee architettoniche, ha ricollocato il
teatro all’interno del Palazzo dell’Arte. Nel settembre 1997 il CRT vi
organizza “Grado Zero. Festa delle arti e dello spettacolo”, per
celebrarne la riapertura. Per la sua versatilità e flessibilità la nuova
sede si presta a una sorta di riplasmazione, capace di ridare spazio
alla creatività nella prospettiva di una rinnovata armonia
CRT SALONE
via Dini 7
20142 Milano
Costruito intorno alla fine degli anni
Sessanta, all’interno di un complesso scolastico, il CRT Salone è una
sala dotata di grande profondità e prossimità del pubblico alla scena.
Questa particolarità della struttura permette una comunicazione
immediata con gli spettatori. Il CRT Salone ha ospitato negli ultimi
venticinque anni spettacoli di grande rilevanza connotandosi a Milano e
in Italia come polo della ricerca. Contrapponendosi alla centralità del
teatro dell’Arte, la posizione appartata del Salone permette incontri
più riflessivi e raccolti.
Centro
polivalente e radicato in uno di quei complessi scolastici asettici
della periferia che più pagano lo sfondamento e le disgregazioni
culturali (e la periferia qui è quella del Gratosoglio-Chiesa Rossa), il
CRT “appartiene - come ha scritto Anna Maria Cascetta sul ‘Popolo’ - a
quella zona della teatralità aperta, non strutturata, distante sia dal
professionismo, sia dal dilettantismo amatoriale, sia dalla
sperimentazione formale ad oltranza che, collocandosi ai limiti della
stessa possibilità del teatro e della rappresentazione […] esprime
anzitutto il bisogno di riappropriarsi della espressività, nei modi di
una sorta di autorappresentazione individuale o di gruppo che passa
attraverso il linguaggio teatrale, ma che teatro in senso convenzionale
non è”.
(...)
Spazio anomalo, dunque, ma aperto alle nuove esperienze teatrali, e che
nell’arco di pochi anni ha saputo dirigere a sé un pubblico piuttosto
vasto e ben attento ai fenomeni più vivaci e singolari che si sono
verificati in campo teatrale soprattutto fuori dai nostri confini.
(Tratto da Domenico Rigotti, Vent’anni di teatro milanese (1960-1980),
PAN EDITRICE 1981)