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Il CRT, Centro di Ricerca per il Teatro, nasce a Milano nel 1974 e si configura in breve tempo come il primo e più importante centro italiano nel campo della sperimentazione e della ricerca teatrale, testimoniando la coscienza di un teatro come possibilità radicale di comunicazione. Una storia attraversata dai protagonisti della ricerca contemporanea internazionale e dalle più significative esperienze del teatro della ricerca italiano. In questo contesto si inscrivono anche le iniziative volte a collegare l’Italia all’Europa e alla scena extraeuropea, con i progetti speciali dedicati alla tradizione teatrale delle grandi culture euroasiatiche: la rassegna sulla cultura giapponese e sulla cultura dell’India. Il CRT dedica da sempre anche grande attenzione al mondo della danza, attraverso rassegne realizzate in collaborazione.
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- produzione: M'Arte - Palermo Teatro Festival

Ti mando un bacio nell'aria


- data: 1 - 12 febbraio 2012
- luogo: Teatro Salone
- autore: Sabrina Petyx
- regia: Giuseppe Cutino
- attori: Massimo Verdastro, Sabrina Petyx
- scene e costumi: Daniela Cernigliaro
- disegno luci: Marcello D'Agostino
- movimenti di scena: Alessandra Fazzino
- assistente alle luci: Daniele Settipani
- aiutoregia: Caterina Marcianò
- ufficio stampa: Giulia Tatulli
- si ringrazia: La Vicaria di Emma Dante, Claudia Puglisi
- durata: 60 minuti
- orari: da lun. a giov. ore 21.00 / ven. ore 21.30 / sab. ore 19.30 / dom. ore 16.00

prima nazionale

"Dimenticherai. La vita è fatta così. Tutto si cancella col tempo. I ricordi si attenuano, il dolore diminuisce. Ti ricorderai di questi giorni come ci si ricorda di un uccello, di un fiore..."

Una citazione dalla Triloga della città d K, di Agota Kristof, è il ring, il filo spinato, il confine dentro cui si fronteggiano e si rispecchiano Lui e Lei, un uomo e una donna, i due protagonisti di TI MANDO UN BACIO NELL’ARIA.

Un tempo in cui ogni giorno nuovi eventi potrebbero portarci a spalancare la finestra e gridare le nostre ragioni, il nostro dissenso, il nostro voler una vita capace di somigliare a quanto avevamo sperato, desiderato, creduto. 

Un tempo di tradimenti, di sogni infranti, di compromessi, di indifferenza. 

Un tempo che dilaga, che avanza, che contagia le cose e noi lì che lo stiamo a guardare, che ci riempiamo la bocca di parole, di buoni propositi, di bei ricordi, di mille proposte che si potrebbero un giorno realizzare. 

Un tempo in cui la ragione diventa schiava di chi se ne riempie la bocca con più voracità, senza nessuno che con forza sappia allungare le mani per ridarle onore e libertà.

Chi siamo noi in questo tempo? Da quale parte abbiamo scelto di stare? Siamo davvero da un’altra parte? O siamo davvero così lontani da essere assenti? 

L’indolenza nutrita di belle parole è un virus letale. Perchè fare non è uguale a non fare. Restare non è uguale ad andare. E poco importa cosa coltiviamo nel nostro orto dei “vorrei” e “dovrei”. Le intenzioni bastano solo per acquietare le coscienze più intorpidite.

Un contrasto racchiuso in una coppia prova a mostrarci, come uno specchio, una parte di quel che siamo, di quel che siamo diventati, di quello che vorremmo diventare. Di quello che non siamo in grado di fare. Di quello che abbiamo imparato a sopportare. 

LUI e LEI, come due esemplari di genere umano, si dibattono, ciascuno nella propria quotidiana cattività, soccombendo o adattandosi ad un immobilismo e ad una amnesia, scritte nel destino, nel buon senso comune, nella ragione dei tanti. 

Un match, una sfida, un gioco al massacro che si ripete e dal quale non si riesce a  scappare, perchè, si sa, in un mondo in cui ogni reazione sembra aver perso di senso, “la cosa più difficile... è cominciare”.



[…] “Nata alla fine del millennio insieme ad altri esperimenti siciliani che rivoluzionarono la nostra scena d’avanguardia, la “Compagnia M’Arte Movimenti d’Arte”, diretta da Giuseppe Cutino elaborando soprattutto testi di Sabrina Petyx, ha presentato a Milano, al CRT Salone, due spettacoli esemplari della sua attività, che partì dall’autorevole scuola palermitana di Michele Perriera e si nutrì di influenze del soggiorno di Thierry Salmon nella loro città, prima di attingere a nuovi impulsi grazie all’attenzione di altri personaggi guida, tra cui non si può dimenticare Emma Dante.” [Franco Quadri, la Repubblica, 11 maggio 2010]




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